Owncloud + Secure Pass

Owncloud é un progetto OpenSource che permette la creazione di un cloud personale simile a DropBox, utilizzando un proprio server porta gli indubbi vantaggi di provacy e sicurezza di cui un’azienda ha bisogno.

Grazie agli standard di cui fa uso OwnCloud, abbiamo la possibilitá di connetterci al nostro account tramite nautilus (il gestore di files di GNOME) tramite WebDAV, avere il calendario e i contatti sempre aggiornati con il client di posta tramite CalDAV e anche ascoltare la musica con un player multimediale con il protocollo Ampache.

Per migliorarne la sicurezza ho deciso di utilizzare il servizio Secure Pass che offre la possibilitá di utilizzare una One Time Password. Utilizzeró il servizio LDAP, quindi sará necessario un account Premium.

Per l’installazione partiamo da una fedora pulita:

# yum install -y nginx php php-fpm php-xml php-mbstring php-ldap php-pdo

Quindi assicuriamoci che i servizi vengano avviati all’avvio:

# chkconfig nginx on
# chkconfig php-fpm on
# chkconfig --list | grep nginx
nginx          	0:off	1:off	2:on	3:on	4:on	5:on	6:off
# chkconfig --list | grep php-fpm
php-fpm        	0:off	1:off	2:on	3:on	4:on	5:on	6:off

Il sito di ownCloud ci mette giá a disposizione la configurazione per il virtual host di nginx, ci basterá copiarlo in /etc/nginx/conf.d/.

Ora scarichiamo il pacchetto e spacchettizzarlo nella directory che abbiamo scelto come root di ownCloud. Inoltre sostituiamo il file owncloud/apps/user_ldap/user_ldap.php in quanto non funzionante con questo.

Bene, ora andando sulla nostra pagina di owncloud possiamo inserire utente e password del nuovo utente amministratore.

Prossimo passo, dal menu in basso a sinistra , scegliamo “Applicazioni” -> “LDAP user backend” -> “Enable”.

Nel Menu “Admin” configuriamo i parametri LDAP:
Host: ldaps://ldap2.secure-pass.net
Port: 636
Name, Password e Base sono forniti nella sezione “My Services” di Secure Pass
Filter: “uid=%uid”

A questo punto possiamo salvare, uscire dall’account amministrativo e rientrare con un utente securepass. Se tutto é andato nel verso giusto dovremmo entrare senza problemi.

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La variabile IFS di read

La variabile di sistema IFS viene utilizzato dal comando read per identificare il carattere divisore di un file csv.

Ecco un esempio per gestire un csv di input.
cat input_test.txt | while IFS=',' read campo1 campo2 campo3
do
echo "campo1 -> $campo1 ; campo2 -> $campo2 ; campo3 -> $campo3 "
done

Utilizzando il seguente “input_test.txt”….

a,b,c
1,2,3
primo,secondo,terzo

…otteniamo il seguente output

# sh testIFS.sh
campo1 -> a ; campo2 -> b ; campo3 -> c
campo1 -> 1 ; campo2 -> 2 ; campo3 -> 3
campo1 -> primo ; campo2 -> secondo ; campo3 -> terzo

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Io sono un blogger.

Ma che cazzo é un blogger?

Il termine blogger può riferirsi a:      Il creatore e curatore di un blog. - Wikipedia

Blogger - Wikipedia

Secondo wikipedia é il creatore e curatore di un blog.

Perfetto, quindi? Questo non permette a chi hai davanti di inquadrarti, non dice nulla di te, a parte il fatto che sai scrivere con un computer. Ecco quindi l’immagine che mi faccio di te.

scimmia dattilografa

scimmia dattilografa

Il blog é un mezzo, non é uno scopo.

Puoi essere un informatico, un appassionato di politica, un fotografo, un designer, attivista, una qualsiasi stramaledetta cosa, ma non dire che sei un blogger.

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Vogliono chiudere il Majorana!

Vi rimando direttamente al link dell’appello

Vogliono chiudere il Majorana: giù le mani

Chiedo a chiunque legga questo post di spedire la seguente mail:

Destinatario (A:)
g.federico@provincia.caltanissetta.it

Per conoscenza (Cc:)

amministratore@istitutomajorana.it; dirigenza@istitutomajorana.it; c.salvaggio@provincia.caltanissetta.it; uspcl@postacert.istruzione.it; direzione-sicilia@istruzione.it; csa.cl@istruzione.it; urp@istruzione.it; gabibbo@mediaset.it; report@rai.it; segreteria@ngweb.it; redazione@livesicilia.it; postaweb@gds.it; segreteria@lasicilia.it; canale10g@tiscali.it; tgrweb@rai.it; mediterraneo@rai.it; redattorecapo@ilgiornaledigela.it; gela@lasicilia.it; catali@tiscali.it; direttore@corrieredigela.it; rossellapetta@tiscali.it; tgcom@mediaset.it; redazionetg5@mediaset.it; redazionetg4@mediaset.it; redazionegela@video1.it; direttore@tg10.it; web@videomediterraneo.it

Oggetto:

Ferma protesta per l’ingiusta chiusura dell’istituto Majorana di Gela (CL).

Testo (messaggio):

Da cittadino italiano reputo riprovevole che l’Istituto Majorana, che tanto ha dato a tutti gli amanti dell’informatica e tanto ancora potrebbe dare, venga chiuso a favore di altre scuole che non hanno le caratteristiche numeriche di sussistenza. Disapprovo fermamente che venga distrutta una realtà che tanto sta donando alla nazione. Non si può smembrare l’istituto che supera ampiamente il numero minimo di alunni imposto dalla normativa, a favore di una scuola con semplice reggente e con numero di alunni ampiamente inferiore al minimo consentito.

Pagina web con maggiori chiarimenti:

http://www.istitutomajorana.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1583&Itemid=33

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iPad in classe

Una scuola di Bergamo, il Liceo Scientifico Statale “ Filippo Lussana, ha provato qualche tempo fa a portare iPad ed altri eBook reader in aula.

Ovviamente l’accento é stato posto sopratutto sull’utilizzo dell’iPad. Io, ovviamente, spingerei maggiormente l’idea sugli eBook reader, come ad esempio il kindle di amazon.

Kindle [1]

La prima motivazione é di carattere etico; l’iPad é uno strumento proprietario, gli studenti potrebbero non avere alternativa all’utilizzo della piattaforma Apple durante le lezioni. Non é possibile quindi per la scuola pubblica favorire in questo modo un singolo prodotto, in questo modo non offre un valore aggiunto sulla formazione dei giovani.

Ma se l’aspetto etico non interessa ecco un paio di motivazioni tecniche.

Il primo quesito tecnico é la batteria, quanto puó durare un iPad senza essere collegato all’alimentazione? Sarebbe in grado di tener botta un’intera giornata di studio? Le specifiche indicano 9/10 ore di autonomia, quindi effettivamente in grado di tenere una giornata di utilizzo. Peró, cari studenti, ricordatevi di caricarlo la notte, altrimenti il giorno dopo sarete tutti a contendervi l’unica presa a muro della classe. Nonostante questo sappiamo che un utilizzo continuato del dispositivo porta al logoramento della batteria, quindi un annetto di utilizzo di 100/150 ore mensili potrebbe dimezzare l’autonomia del dispositivo lasciando i ragazzi a secco di energia per le ultime ore di lezione. Gli ebook reader invece, sopratutto le versioni senza touchscreen, hanno tempi di autonomia impressionanti, dipendenti dal numero di pagine sfogliate (consumano energia solo quando si cambia pagina). Se pensiamo che una lezione puó essere incentrata su 4/5 pagine abbiamo anche un mese di autonomia. Tra l’altro con tempi di ricarica minimi.

iPad Writers

Parliamo un po’ della salute delle pupille dei nostri pupilli? utilizzare in continuazione l’iPad , con schermo lucido e retroilluminato, puó essere decisamente deleterio per gli occhi. Al contrario la tecnologia e-ink riproduce la user experience di utilizzo di un… normalissimo foglio di carta. Non é retroilluminato, é opaco, basso contrasto: ha tutte le carte in regola per preservare la vista.

Non serve un pedagogo per capire che dando l’iPad ad un ragazzo di 15 anni non gli stai mettendo in mano uno strumento formativo ma gli stai dando un giocattolo ipertecnologico. Tempo pochi giorni passeranno dall’uso lecito di strumento formativo ad una sfida collettiva ad Angry Birds. L’ebook reader ha meno funzionalitá ludiche (al massimo ci puó scappare un tweet) quindi non indurrebbe in tentazione gli studenti.

Ultima motivazione, non quella meno importante, é la motivazione economica. Sia nel caso in cui le famiglie debbano sobbarcarsi il costo dello strumento tecnologico, sia che fossero le scuole a rendere disponibile l’oggetto, dovremmo pur fare un conto. 500 euro per la versione base dell’iPad, 80 dollari per il Kindle. Nel primo caso azzereremmo il risparmio per le famiglie dovuto dall’acquisto della versione elettronica dei libri (o addirittura lo supereremmo); nel secondo caso abbattiamo decisamente i costi.

Spingendo sul generico ebook-reader al posto dell’iPad avremmo un’infinitá di vantaggi dal punto di vista etico, economico, salutare. Vorrei che la scuola italiana non puntasse sul marketing ed il sensazionalismo ma guardasse di piú alla crescita formativa ed alla salute degli studenti.

Alessandro

CC Immagini
Kindle – About The Jetlag Society by Paul Keller
iPad Writers by BarbaraLN

@GNU_RMS twitter account maybe is a fake

Twitter account @GNU_RMS, an account followed by 6.800 people and 387 lists, that claim to be Richard M. Stallman’s account, maybe is a fake.

According to RMS’s site he has a twitter account (@rmspostcomments) used just to login in some sites, but not to post.

I do have a twitter account called rmspostcomments. I use it to log in on some web sites to post comments on articles, but I do not post on twitter. Any other twitter account that claims to be mine is an impostor.

For now this isn’t an offical news, I wish I can get more infos.

[12 nov 2011]UPDATE:: Stallman has confirmed my suspects. It is a fake.

[16 nov 2011]UPDATE:: The account has been suspended. Yay 🙂

Servizio Pubblico – 10 euro di Silverlight

Silverlight? no grazie.

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Dennis Ritchie

Dennis Ritchie


1941 – 2011

É morto l’8 ottobre Dennis Ritchie. Per molti non dirá nulla, ma tutti conosciamo il frutto del suo lavoro. DMR é stato uno dei papá di due progetti molto importanti: Unix e il linguaggio di programmazione C.

Ad oggi quasi tutto quello che conosciamo nel mondo dell’informatica é discendente da Unix o C. Linux, BSD, MAC OSX sono sistemi unix-like. Quasi tutto il progetto GNU é scritto in C. Ascensori, telefonini, smartphone hanno software scritto in c. Anche i compilatori e altri tool di supporto ad altri linguaggi di programmazione sono scritti in C: Python, Java, C++ .

Inoltre é stato l’autore di “C Programming Language”, un libro che é presente sulla scrivania di ogni buon informatico.

Non é stato un uomo con la vita sotto il riflettore, ma il suo lavoro ha plasmato il mondo informatico che abbiamo oggi.

Gli atti di vandalismo sono aggressioni

Gli atti di vandalismo sono aggressioni e tu sei la vittima, non restare a guardare.

Oggi ho trovato questa bellissima installazione in stazione Cadorna, Milano.

Il vandalismo sono una vera e propria piaga per Trenord, ogni anno spende piú di 12 milioni di euro a causa dei danneggiamenti, una cifra pari ad un treno a sei vagoni che puó trasportare piú di mille persone.

Sicuramente non si puó pretendere che i cittadini fermino un atto vandalico (no, non rischio di farmi accoltellare da un coglione), ma per lo meno possiamo alzarci ed avvisare il capotreno.

Stallman e Steve Jobs

Mi sono preso qualche giorno per commentare in maniera piú distaccata il commento di Stallman riguardo
l’uscita di scena di Steve Jobs.

Ho sentito molti pareri a riguardo, molti violentemte contrari, qualcuno (pochi) tiepidamente a favore, alcuni veramente ridicoli (“Lui ha inventato il personal computer”).

Io non mi sento di andare contro Stallman, ha tutte le ragioni. Quando una persona di successo viene a mancare si tende a perdonare qualsiasi difetto ed esaltare ogni aspetto positivo.

Purtroppo questo puó portare danni enormi per gli utenti, creando aspettative maggiori sui prodotti piú chiusi che ci siano marchiati Apple.

Steve Jobs, sul piano tecnico, non ha mai introdotto nulla di particolarmente innovativo. Mouse, portatili, smartphone, touch screen, tablet: tutti prodotti giá esistenti sul mercato ma reintrodotti con un packaging piú affascinante, il tipico giocattolino luccicoso.

Non che questi giocattolini fossero di per se migliori di quelli giá esistenti ma, grazie all’integrazione tra questi e software Open Source rimarchiato proprietario Apple, é stato possibile guadagnare tanto, ma veramente tanto.

Questo non sarebbe male.

Il problema é stato che a fronte di uno sfruttamento massiccio di codice aperto si é andato a fissare una serie di divieti all’utente.
-> l’utente non puó utilizzare un sistema operativo diverso da MAC OSX.
-> l’utente non puó cambiare la batteria dell’iPhone
-> non é possibile scegliere un dispositivo diverso dall’iPhone per utilizzare il sistema operativo
-> obbligo di utilizzare solo applicazioni certificate da Apple

Questi e altri innumerevoli blocchi hanno portato a creare una gabbia dorata dove mettere l’utente.
L’utente medio vede oro ovunque, io ci vedo solo sbarre.

Steve Jobs NON é un innovatore.
Steve Jobs NON é un salvatore.
Steve Jobs É un carceriere.

… ups.. era :3

E se nessuno in questo momento lo dice per buonismo, Stallman, un personaggio decisamente eccentrico
e spesso fuori dal mondo reale, si puó permettere di dirlo.

E l’ha detto con le parole giuste “nobody deserve to have to die”, ha detto che Jobs esercitava un’influenza negativa anche dopo che ha lasciato il ruolo di CEO (rimanendo comunque uno dei soci di maggioranza, quindi continuando ad influenzare le scelte Apple).

Stallman non ha sbagliato, forse rimanendo in silenzio avrebbe fatto una piú bella figura, ma avrebbe anche aiutato Apple a ravvivare ancora una volta la figura di un mito.

..:: Alessandro Lorenzi ::..

I miti sono importanti. I giovani hanno bisogno di t-shirt in cui credere. [Ellekappa]

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