iPad in classe

Una scuola di Bergamo, il Liceo Scientifico Statale “ Filippo Lussana, ha provato qualche tempo fa a portare iPad ed altri eBook reader in aula.

Ovviamente l’accento é stato posto sopratutto sull’utilizzo dell’iPad. Io, ovviamente, spingerei maggiormente l’idea sugli eBook reader, come ad esempio il kindle di amazon.

Kindle [1]

La prima motivazione é di carattere etico; l’iPad é uno strumento proprietario, gli studenti potrebbero non avere alternativa all’utilizzo della piattaforma Apple durante le lezioni. Non é possibile quindi per la scuola pubblica favorire in questo modo un singolo prodotto, in questo modo non offre un valore aggiunto sulla formazione dei giovani.

Ma se l’aspetto etico non interessa ecco un paio di motivazioni tecniche.

Il primo quesito tecnico é la batteria, quanto puó durare un iPad senza essere collegato all’alimentazione? Sarebbe in grado di tener botta un’intera giornata di studio? Le specifiche indicano 9/10 ore di autonomia, quindi effettivamente in grado di tenere una giornata di utilizzo. Peró, cari studenti, ricordatevi di caricarlo la notte, altrimenti il giorno dopo sarete tutti a contendervi l’unica presa a muro della classe. Nonostante questo sappiamo che un utilizzo continuato del dispositivo porta al logoramento della batteria, quindi un annetto di utilizzo di 100/150 ore mensili potrebbe dimezzare l’autonomia del dispositivo lasciando i ragazzi a secco di energia per le ultime ore di lezione. Gli ebook reader invece, sopratutto le versioni senza touchscreen, hanno tempi di autonomia impressionanti, dipendenti dal numero di pagine sfogliate (consumano energia solo quando si cambia pagina). Se pensiamo che una lezione puó essere incentrata su 4/5 pagine abbiamo anche un mese di autonomia. Tra l’altro con tempi di ricarica minimi.

iPad Writers

Parliamo un po’ della salute delle pupille dei nostri pupilli? utilizzare in continuazione l’iPad , con schermo lucido e retroilluminato, puó essere decisamente deleterio per gli occhi. Al contrario la tecnologia e-ink riproduce la user experience di utilizzo di un… normalissimo foglio di carta. Non é retroilluminato, é opaco, basso contrasto: ha tutte le carte in regola per preservare la vista.

Non serve un pedagogo per capire che dando l’iPad ad un ragazzo di 15 anni non gli stai mettendo in mano uno strumento formativo ma gli stai dando un giocattolo ipertecnologico. Tempo pochi giorni passeranno dall’uso lecito di strumento formativo ad una sfida collettiva ad Angry Birds. L’ebook reader ha meno funzionalitá ludiche (al massimo ci puó scappare un tweet) quindi non indurrebbe in tentazione gli studenti.

Ultima motivazione, non quella meno importante, é la motivazione economica. Sia nel caso in cui le famiglie debbano sobbarcarsi il costo dello strumento tecnologico, sia che fossero le scuole a rendere disponibile l’oggetto, dovremmo pur fare un conto. 500 euro per la versione base dell’iPad, 80 dollari per il Kindle. Nel primo caso azzereremmo il risparmio per le famiglie dovuto dall’acquisto della versione elettronica dei libri (o addirittura lo supereremmo); nel secondo caso abbattiamo decisamente i costi.

Spingendo sul generico ebook-reader al posto dell’iPad avremmo un’infinitá di vantaggi dal punto di vista etico, economico, salutare. Vorrei che la scuola italiana non puntasse sul marketing ed il sensazionalismo ma guardasse di piú alla crescita formativa ed alla salute degli studenti.

Alessandro

CC Immagini
Kindle – About The Jetlag Society by Paul Keller
iPad Writers by BarbaraLN

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5 thoughts on “iPad in classe

  1. Andrea Trentini ha detto:

    btw anche Kindle e’ proprietario…

  2. axjslack ha detto:

    In effetti anche il Kindle è proprietario.

    Però comprendo il senso dell’articolo, e trovo corrette le motivazioni esposte. In effetti sento che diverse scuole si stanno interessando al tablet, ed esistono tecnologie a basso costo che consentirebbero di costruire Tablet sepcifici per l’uso scolastico, al di sotto di 50 dollari (meno del kindle quindi), e facilmente sarebbero configurabili con software libero e “didattico”. E non c’è nemmeno bisogno di andare a prenderli in cina.

    Il punto è che, come al solito, le scuole si muovono all’italiana, ovvero in modo sparso e disomogeneo, spendendo tanto, seguando la massa, e capendo poco quello che stanno facendo.

    Basterebbe fare un piano un pelo più a lungo termine, ed in due anni avremmo “tablet” studiati per la scuola (sia per il discorso delle batterie che per gli schermi).

    Condivido infine quanto detto da Alessandro; è una iniziativa esclusivamente “senzazionalistica” e pubblicitaria e poco più. Non è un vero progetto che può sfociare in qualcosa di concreto e duraturo, ma solo una sparata marketing.

    • Alessandro Lorenzi ha detto:

      Dubito che entro due anni riusciremo a trovare qualche cosa di meglio del e-ink per la vista. magare migliorare quello velocizzando i tempi di refresh.

      Anche se sicuramente tu sei meglio informato di me sui sistemi embedded 😛

  3. roghan ha detto:

    Ciao, concordo pienamente con quello che scrivi e sul fatto che un ebook-reader potrebbe essere un giusto investimento per le famiglie e indubbiamente utile per i figli. Non è facile però dire ad un ragazzino di usare un “brutto” ebook-reader piuttosto che il cool iPad, e potrebbe essere fonte di derisione se dovesse averlo la minoranza dei ragazzi (“hai visto, a me hanno comprato l’iPad, a te invece quel coso”). Si dovrebbe investire attivamente su una campagna massiccia di promozioni/pubblicità, e magari proporre qualche ebook-reader più fashion e con numerosi gadget stile Apple(forse esistono già e non lo so ;-)…).

    Matteo alias roghan

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