Nastri magnetici vs Altri dispositivi di backup

From The_Zippman@…….it sulla mailing list di sikurezza
On 03/07/2011 08:21 AM, rino lo turco wrote:
>> A me sì, considera che il nastro è l’unica possibilità di conservare i
>> dati in maniera sicura (non si rompe, è resistente alle sollecitazioni
>> meccaniche, non si degrada nel tempo, lo puoi trasportare senza grossi
>> problemi, etc.).
> il nastro soffre di diversi problemi fisici :
> 1) è possibile “stirarlo”, capita piu sovente di quanto si pensi
> 2) patisce dilatazioni termiche , ma basta effettuare i tempi di
> “decantazione/ climatizzazione ” per garantirsi un buon risultato.
> 3) effetto bobina, le spire si auto contaminato
> 4) richiede conservazione climatata
> 5) è vulnerabile agli agenti esterni, temperatura ,umidità , oggetti fisici.
> 6) è vincolato alle unità
> 7) la pulizia e allineamento delle testine è fondamentale.

Direi che quelli che hai riportato sono in massima parte problemi comuni
a qualsiasi dispositivo di memorizzazione.

La necessità di conservazione corretta, la vulnerabilità agli agenti
esterni ed i vincoli di unità o di interfaccia esistono per qualsiasi
tecnologia; tra tutte le tipologie di storage comunemente disponibili
però è il nastro quello che ne soffre in misura minore.

P.es. un LTO5 può essere conservato in condizioni ideali in un
intervallo di temperatura che va da 16°C a 35°C, praticamente un
qualsiasi scantinato non umido, ma non si danneggia per brevi
esposizioni a temperature tra -40°C e 66°C (p.es. per il trasporto).
La temperatura operativa va da 10°C a 55°C.

Allineamento testine, stirature, dilatazione termica, consumo del
nastro, ecc.ecc. non rappresentano un grosso problema con le moderne
tecnologie come appunto LTO. Inoltre la diffusione di questo standard e
la presenza di diversi produttori che realizzano unità Ultrium consente
di stare tranquilli anche per quanto riguarda l’accessibilità dei dati
nel futuro, sia per la grande diffusione dei sistemi, sia per le
garanzie di retrocompatibilità proprie del formato. Con un tape LTO3 e
un LTO5 si possono rileggere tutte le cassette LTO prodotte fino ad oggi.

Non dimentichiamo inoltre che ad oggi il nastro è l’unica tecnologia che
ha dato prova *reale* di durata.
Dati masterizzati su CD alla fine degli anni ’90 si sono volatilizzati
alla faccia di chi asseriva durate di 100 anni.
Dischi di 30 anni fa, con interfaccia ST-506, sono rarissimi e comunque
quasi impossibili da rileggere per carenza di dispositivi in grado di
accedervi.
Nastri di quasi 50 anni fa invece sono stati riletti ai giorni nostri,
con qualche difficoltà ma comunque superata (p.es. archivi di
osservazioni spaziali
http://www.sciencemag.org/content/327/5971/1322.summary).

E comunque non scordiamo che realizzare un lettore per vecchi nastri è
cosa abbastanza semplice; non si può dire altrettanto per le interfacce
hardware di vecchi dischi o peggio per sistemi magneto ottici come
quelli in voga negli anni ’90.

Curiosità: per rileggere i nastri del glorioso Vic20 oggi è sufficiente
recuperare una vecchia autoradio, travasare in formato digitale e
decodificare i dati tramite una semplice utility (c2n).
– Mostra testo citato –


Flavio Visentin
GPG Key: http://www.zipman.it/gpgkey.asc

There are only 10 types of people in this world:
those who understand binary, and those who don’t.

________________________________________________________
http://www.sikurezza.org – Italian Security Mailing List

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4 thoughts on “Nastri magnetici vs Altri dispositivi di backup

  1. lenzini villi tolmezzo (ud) ha detto:

    sono venuto in possesso di vecchi nastri a 4 piste e di un registratore philips fermo da 45 anni il contenuto dei nastri è per me molto interessante per la mia famiglia (voci..musiche ed altro) cerco chi mi possa aiutare a travasarli su supporto digitale grazie.rispondete all’indirizzo mail.ancora grazie

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